COSA NON E' IL TURISMO CONSAPEVOLE

In breve

La percezione diffusa di cosa sia un viaggio di Turismo Consapevole, nelle sue varie accezioni (Turismo Responsabile, Ecoturismo, Sostenibile, Comunitario, Solidale, Culturale, ecc.) è quella di un viaggio con lo Zaino in spalla, o di un viaggio “avventura”, pericoloso per soli machi, un viaggio scomodo, con stremanti trasferimenti, o lunghi trekking, dove non ci si lava se non acqua fredda, dove si dorme in capanne pullulanti di “pericolosi” insetti.

Il più delle volte è anche percepito come un viaggio di volontariato, dove si trascorre la maggior parte del tempo in un unico luogo, svolgendo attività sociali o caritatevoli.

Oppure un turismo “performante”, cioè basato su quegli itinerari che in poco più di una settimana ti consentono di scattare una foto “al volo” di tutti i principali luoghi, magari di due o tre paesi, stando ovviamente sempre in movimento e senza soffermarsi un istante a cercare di comprendere il paese visitato o incontrando gli abitanti del luogo.

Sfatiamo questa visione del Turismo Consapevole.

Il Turista Consapevole è principalmente consapevole del suo ruolo di “ospite”, e pertanto si comporta in maniera “rispettosa” della casa altrui e dei “padroni di casa”.

Gli itinerari di viaggio che proponiamo, pur mantenendo tutte le caratteristiche di “Consapevolezza” (leggi Cos’è il Turismo Consapevole), sono caratterizzati da Hotel o Guest House di qualità medio/alta e dove possibile, caratterizzati dall’essere a conduzione familiare o dotati di servizi e tecnologie “green” (Es. Pannelli solari). Gli spostamenti sono effettuati con mezzi “sicuri” di ultima generazione e il meno inquinante possibile (purtroppo i voli aerei rappresentano sempre un punto dolente per quanto riguarda l’impronta ecologica) e della durata minima per garantire un adeguato confort. Vogliamo far si che il viaggiatore possa godere a pieno dei luoghi che sta visitando, calibrando quindi le tappe in modo da trascorrere almeno due notti nello stesso posto, assaporandolo più intimamente, senza fretta. Normalmente ci possono essere “passeggiate” anche lunghe, ma che iniziano e finiscono sempre nelle stesso luogo e non richiedono quindi zaini pesanti. Più raramente possono esservi veri e propri trekking, sempre chiaramente segnalati nei programmi di viaggio e comunque con un livello di difficoltà tale da renderli accessibili a chiunque. Questi ingredienti base sono poi miscelati con gli aspetti culturali, naturalistici, di incontro e solidarietà che il Turismo Consapevole richiede.

Purtroppo questo tipo di turismo resta un Turismo di nicchia e questa ridotta dimensione ne riduce la reale possibilità di incidere, modificando le modalità di effettuazione dl turismo di massa, anche alla luce oggi, del’enorme numero (crescente) di viaggiatori provenienti dalla “nuova” classe media venutasi a formare nei paesi asiatici e non ancora adeguatamente sensibilizzati ai temi del turismo Consapevole.

Questa non vuol essere una sterile critica, ma piuttosto uno sprone ad intensificare gli sforzi per informare e coinvolgere, sia i viaggiatori che i player del settore turistico.

Per questo motivo è ancor più importante il ruolo giocato dai tour operator locali e dalle realtà coinvolte in questo importantissimo settore economico, delle quali è nostro compito valorizzarne l’offerta, quando in sintonia con i criteri di Sostenibilità e Responsabilità.

Se la maggior parte dei turisti è rappresentata da turisti ”stanziali”, che intendono i viaggi più come una vacanza rilassante ed oziosa, ricca di confort, è bene poter offrire loro sempre più soluzioni e scelte che vadano in contro ai loro desideri, pur tuttavia contenendo ingredienti di “consapevolezza”, di “Sostenibilità” ambientale, “Rispetto” delle tradizioni e di “equità” sul piano economico.

Anche per questo cerchiamo di costruire itinerari “adeguati” all’esigenza "prevalente” del dolce far nulla, inserendo momenti di relax e tempo libero, in luoghi dotati di servizi per il turista stanziale o in luoghi di grande valenza naturale paesaggistica, ma dal limitato impatto ambientale.

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